Nota biografica su Suor Veronica del SS. Sacramento

8. Mons. Francesco Rossi, nuovo Arcivescovo

Nel 1920, il Cardinale Giulio Boschi lascia la Diocesi di Ferrara e si trasferisce a Roma. I suoi ultimi anni erano stati difficili anche per le divisioni nel clero. Gli succedeva Mons. Francesco Rossi, già Arcivescovo di Cagliari. Era originario di Padova; Pio X lo aveva scelto come Visitatore della Diocesi di Perugia, dove pareva vi fossero derive moderniste; il Rossi andò e operò con fermezza, lasciando però dietro di sé molte ferite aperte. Era dunque preceduto dalla fama di intransigente, cosa che non gli facilitava l’incontro con una parte almeno del suo presbiterio. Nel 1920 dunque la Chiesa ferrarese accoglieva il suo nuovo Arcivescovo.

A Ferrara Mons. Rossi trovava una situazione sociale in fermento; gli scontri sociali che scoppiavano tra le opposte fazioni dei Socialisti e della sempre più forte organizzazione fascista si facevano sempre più frequenti e aspri. A dicembre si verificò uno scontro di piazza: restano a terra, colpiti da spari che alcuni in seguito sosterranno provenire dal Castello estense, un socialista e quattro fascisti. Era l’inizio delle violenze squadriste.

In ambito ecclesiale, nel clero resistevano i malumori e le divisioni iniziate già all’inizio del secolo ed erano alimentate da differenti tendenze più che sul piano teologico su quello della partecipazione politica e sociale; il clero infatti, specie quello delle campagne, avvertiva particolarmente il peso della situazione in cui si trovava tanta parte della gente.