Nota biografica su Suor Veronica del SS. Sacramento

3. Nascita e infanzia

La piccola Maria Cesira, che da Monaca prenderà il nome di Suor Maria Veronica del SS. Sacramento, nacque a Ferrara il 16 novembre 1896. I genitori non erano sposati e la madre la diede alla luce nell’Ospizio degli Esposti, che si trovava in v. Savonarola, in quella che fino a pochi anni prima era stata la Casa dei Signori della Missione, la Congregazione fondata da S. Vincenzo de’ Paoli e noti come Lazzaristi. Essendo di madre nubile e non avendola il padre riconosciuta, alla nascita la neonata ricevette il nome di Maria Cesira Ragucci.

Certamente, specie per i tempi, quella nascita dovette essere motivo di commenti severi nel vicinato. L’uomo dal quale Cesira Comini aveva avuto la bambina, oltre a non essere suo marito, era pure assai più anziano di lei, e con una una figlia di 29 anni, appena uno in meno rispetto alla Cesira, e a sua volta era sposata e con una figlia di 6 anni. Un inizio difficile, premessa a una vita che sarebbe trascorsa tutta sul filo teso delle difficoltà.

Il giorno dopo la nascita, la bambina fu portata al fonte della Cattedrale, dove fu battezzata dal Canonico Giuseppe Antonelli. Terminati i giorni del ricovero all’Ospizio, la Ceserina tornò alla sua casa di via Borgo di Sotto 29, portando con sé la bambina. Riprese intanto la frequentazione di Francesco Pazzafini, la salute del quale nel frattempo declinava a causa di un’intossicazione legata al suo lavoro; faceva infatti il pittore decoratore e l’uso delle vernici senza alcuna cautela aveva lasciato tracce pesanti, sicché a 56 anni avvertiva tutti i disagi prodotti da quella “polinevrite cronica saturnina”, che in poco tempo l’avrebbe portarlo alla tomba. Fu certamente l’insistenza della Ceserina a farlo decidere a riconoscere la figlia naturale; ciò avvenne con atto del Notaio Gnoli del 31 gennaio 1898, dunque 14 mesi dopo la nascita della bambina, che lasciava perciò il cognome Ragucci per prendere quello di Pazzafini.

Le condizioni di salute sempre più precarie, l’età, per quei tempi, più che matura del Pazzafini e, non di meno, la condizione economica decisamente difficile, portò Francesco e Ceserina alla decisione di andare a vivere insieme, benché non fossero sposati, sicché alla data 22 ottobre 1902 troviamo M. Cesira con i genitori in v. Fondobanchetto 33, nella Parrocchia di S. Francesca Romana. Qualche mese dopo, il 21 marzo 1903, i genitori finalmente si sposarono, probabilmente col solo rito civile — non risulta da nessuna parte un matrimonio religioso —, e la piccola fu legittimata. Il 24 maggio 1904, ricevette la Cresima dal Cardinale Arcivescovo Giulio Boschi nella Chiesa dei PP. Teatini: in novembre avrebbe compiuto 8 anni.

Dell’infanzia di Suor Veronica non sappiamo null’altro di quello che lei stessa ci racconta nei Quaderni autobiografici nei quali, per ordine del Confessore, raccoglie i suoi ricordi. Le sue note sono molto sobrie; ma, sapendo leggere tra le righe, scopriamo che dovette soffrire a lungo e profondamente i disagi della povertà, della malattia, della solitudine. Nelle sue memorie autobiografiche dunque, Suor Veronica scrive: “Nell’età di otto anni mi morì il babbo, che io godei poco, perché lo vidi quasi sempre malaticcio e per più di un anno fermo a letto”.

Il 3 ottobre 1904 Francesco Pazzafini si spegneva all’Ospedale, dopo una degenza lunga e dolorosa. A Ceserina e a M. Cesira non lasciava niente.

Questo nuovo evento aggravò la condizione di M. Cesira e della mamma, che, sollecitata dal parere di altre persone, l’anno seguente, pur con molta pena si risolse ad affidare la piccola al Conservatorio della Provvidenza. Qui Cesira visse dieci anni tra continue incomprensioni e singolari doni spirituali.

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